Le vite dei giusti è un progetto promosso dalla Fondazione Federica Spitzer, dall’Archivio storico della Città di Lugano e dal Dipartimento formazione e apprendimento della SUPSI per raccontare le storie delle persone ricordate nel Giardino dei Giusti di Lugano.

Chi può essere definito “giusto”? Ogni persona che si sia prodigata per l’affermazione e la salvaguardia della dignità umana, per la condanna di ogni forma di assolutismo, totalitarismo e sopruso, oltre che per dare accoglienza e rifugio ai perseguitati, anteponendo le ragioni della coscienza e della solidarietà alla logica della ragion di stato. Le figure qui ricordate rientrano in queste categorie e le loro vite esemplari meritano di essere raccontate attraverso immagini, video, documenti d’archivio e testimonianze. Pur rivolgendosi a un pubblico ampio, il più ampio possibile, Le vite dei giusti è un progetto pensato soprattutto per i giovani di età scolastica e per un utilizzo didattico e partecipativo.

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Carlo e Anna Maria Sommaruga
Guido Rivoir
Marietta Crivelli Torricelli
Federica Spitzer
Francesco Alberti
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Carlo e Anna Maria Sommaruga

Carlo Sommaruga (Lugano 1902 – Roma 1955), diplomatico svizzero, a rischio della vita diede protezione a famiglie ebree perseguitate dai nazifascisti, ospitandole nella sua casa romana e a Villa Maraini. Sua moglie Anna Maria Valagussa (Roma 1905 – 1998), infermiera della Croce Rossa, si spese per aiutare rifugiati italiani riparati in Svizzera, indipendentemente dalla loro appartenenza sociale, politica o confessionale.

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Guido Rivoir

(Champdepraz 1901 – Lugano 2005), pastore valdese, antifascista e generoso sostenitore di persone in difficoltà, dopo il colpo di stato che depose nel 1973 il presidente Allende e inaugurò la dittatura di Pinochet fu tra i più convinti sostenitori dell’azione “Posti liberi per i rifugiati cileni”.

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Marietta Crivelli Torricelli

(Lugano 1853 – 1928), fondatrice della “Società di mutuo soccorso femminile”, delle “Case del soldato” e di numerose altre iniziative filantropiche, per tutta la vita si dedicò con energia e abnegazione ai bisognosi, tanto da essere soprannominata e nota in tutto il Cantone come la “Mamma dei poveri”.

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Federica Spitzer

(Vienna 1911 – Lugano 2002), di origine ebraica, scelse volontariamente la deportazione a Theresienstadt per salvare la vita dei suoi genitori. Scampata alla Shoah, testimoniò ai giovani delle scuole ticinesi l’orrore del Lager, ma anche l’irriducibile forza di resistenza degli esseri umani.

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Francesco Alberti

(Montevideo 1882 – Bellinzona 1939), sacerdote cattolico, direttore del quotidiano «Popolo e Libertà» e amico di don Luigi Sturzo, fu tra i primi nel Canton Ticino a denunciare con fermezza le colpe e i pericoli del fascismo, nonché i soprusi della guerra di Spagna e di ogni totalitarismo.

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