«“Tal là, al Lüisín”, dice a un certo punto l’Ambrosoli. Regazzi scende, e vedo che parla con un signore alto, curvo, con un cappellone nero a larghe falde, di modello arretrato. Dopo poco torna, e mi dice che è inutile recarsi ad Ascona, perché il signor Luigi Rusca mi prega di andare ad abitare a cosa sua! Così di punto in bianco mi trovo al cospetto del mio ospite, che è (mi spiegano dopo) l’uomo più buono e originale del Cantone, fratello del sindaco e consigliere nazionale Giovanni Battista Rusca, padrone di una florida azienda di birra, legname e carbone. Il signor Lüisín li incarica di andare a cercare la sua donna, la Maria, per avvertirla che stasera faccio parte della famiglia, e se ne va tranquillamente, come se avesse fatto la cosa più naturale del mondo» (F. Sacchi, Diario 1943-1944 – Un fuoruscito a Locarno, a cura di R. Broggini, Lugano, 1987, p. 19).