Risalgono a quegli anni incontri eccezionali con futuri protagonisti della storia europea: a Ginevra, durante un soggiorno, Polia divide nel 1903, per qualche mese, l’alloggio con Lev Trockij; è tra coloro che accompagnano alla stazione di Zurigo, nel 1917, in partenza per la Russia sul cosiddetto «treno blindato», il rivoluzionario bolscevico Lenin; sarà assistente di sala operatoria quando Nadezda Krupskaja, moglie di costui, viene sottoposta a un delicato intervento agli occhi.
Ma è l’impegno accanto al marito, su un fronte bellico, a lasciare la prima, decisiva impronta nel suo curricolo professionale e umano. Già volontario per la Croce Rossa Internazionale sul fronte serbo, direttore dell’ospedale militare di Saidschar, nella Prima guerra balcanica, nel 1912, Franchino si trasferisce con Polia, all’inizio della Grande guerra 1914-’18, a Jägerndorf, nella Slesia austriaca, per dirigere, ancora su incarico della Croce Rossa, il locale lazzaretto militare. Lui chirurgo, lei oftalmologa, operano assieme sin al 1916 in condizioni estreme, con risultati giudicati straordinari per la situazione e i mezzi disponibili.
L’ospedale militare di Jägerndorf durante la Prima guerra mondiale, 1915-1916.