Già prima, e durante la Seconda guerra mondiale, Polia si fa promotrice di iniziative benefiche rivolte ai militi e alla popolazione, specie alle fasce in difficoltà e più periferiche. Vicepresidente della sezione di Locarno della Croce Rossa svizzera, negli anni ‘50 e ‘60 avvia il progetto per l’istituzione, tramite corsi, dell’inedita figura professionale dell’«infermiera visitatrice», così da fornire assistenza soprattutto nelle valli discoste e formare, tramite questa figura itinerante, le donne meno scolarizzate – contadine, operaie, casalinghe – alle «elementari nozioni di igiene». Tra l’altro, anche «un incitamento alle autorità per la creazione di quel posto di “infermiera visitatrice in condotta” che i tempi moderni rendono sempre più attuale ed urgente in ogni comunità». Altra iniziativa, la creazione all’ospedale La Carità di Locarno di un più moderno e frequentato servizio trasfusionale, inaugurato in effetti nel 1958.
Polia Rusca attorno al 1960.